In Italia il diritto allo studio è un principio fondamentale riconosciuto dalla Costituzione (articolo 34) e dalla normativa nazionale. Per i lavoratori immigrati e le loro famiglie, questo principio si traduce in una serie di diritti e tutele tanto nell’ambito dell’istruzione obbligatoria e superiore quanto nell’accesso all’istruzione terziaria e alla formazione professionale, a condizione che la persona sia regolarmente soggiornante. Il 2026 conferma e rafforza queste tutele, con particolare attenzione all’inclusione scolastica e alla parità di trattamento.
1. Parità di trattamento nella formazione e istruzione
Secondo il Testo Unico sull’immigrazione (d.lgs. n. 286/1998), allo straniero regolarmente soggiornante in Italia è garantita parità di trattamento con il cittadino italiano nell’accesso ai percorsi di istruzione tecnico superiore, formazione professionale e formazione universitaria, così come agli interventi per il diritto allo studio. Ciò significa che, se in possesso dei requisiti previsti, un lavoratore immigrato con regolare permesso di soggiorno può iscriversi a corsi ITS, corsi universitari, master e altre attività formative alle stesse condizioni degli studenti italiani.
In particolare, l’articolo 39 del Testo Unico sull’immigrazione stabilisce che le istituzioni formative devono assicurare l’accesso agli stranieri nei limiti previsti dalla legge e nel rispetto delle procedure ordinarie, senza discriminazioni basate sulla cittadinanza.
2. Accesso all’istruzione superiore per immigrati regolarmente soggiornanti
Le norme italiane e le direttive europee recepite nel nostro ordinamento prevedono che chi è titolare di un permesso di soggiorno valido (per motivi di lavoro, familiari, protezione internazionale, ecc.) possa accedere agli studi universitari e post‑universitari. In base alle disposizioni del Ministero dell’Università e della Ricerca, gli atenei italiani predispongono procedure di valutazione dei titoli stranieri e possono consentire l’iscrizione con riserva in attesa del completamento delle procedure di riconoscimento.
Questa norma è particolarmente importante per i lavoratori immigrati adulti che intendono combinare lavoro e istruzione, perché consente loro di proseguire o completare gli studi in Italia senza essere penalizzati per il solo fatto di essere stranieri.
3. Diritto all’istruzione per i figli dei lavoratori immigrati
I bambini e i ragazzi stranieri presenti in Italia, indipendentemente dalla situazione di soggiorno dei genitori, hanno diritto all’istruzione e all’obbligo scolastico fino ai 16 anni. Ciò significa che i figli di lavoratori immigrati devono essere iscritti e frequentare la scuola italiana nelle stesse condizioni degli studenti italiani, e non può essere richiesto un permesso di soggiorno per finalità scolastiche per l’iscrizione nei cicli obbligatori.
Questa regola contribuisce a garantire che le famiglie immigrate possano vedere i propri figli integrarsi pienamente nella società italiana attraverso il sistema educativo nazionale.
4. Misure di integrazione e programmi pubblici
In linea con l’obiettivo di favorire l’integrazione, il Ministero dell’Istruzione e gli enti locali hanno introdotto misure per promuovere la inclusione linguistica e culturale degli alunni con background migratorio. A partire dall’anno scolastico 2025/2026, ad esempio, è stata approvata una normativa che consente alle scuole italiane di assegnare docenti dedicati all’insegnamento dell’italiano come L2 (seconda lingua) nelle classi con una percentuale significativa di studenti stranieri appena arrivati oppure con competenze linguistiche insufficienti.
Progetti specifici come il programma “Removing Barriers”, attivo fino alla fine del 2026, puntano a sostenere non solo la comprensione linguistica ma anche la piena partecipazione scolastica e il coinvolgimento delle famiglie attraverso la mediazione culturale e linguistica.
5. Borse di studio, servizi abitativi e misure di sostegno
Il diritto allo studio non si esaurisce con l’accesso ai corsi: il nostro ordinamento prevede anche interventi assistenziali (ad esempio borse di studio, prestiti d’onore e servizi abitativi) per favorire la frequenza e la continuità degli studi, anch’essi garantiti in parità di trattamento ai lavoratori immigrati e ai loro familiari se soddisfano i requisiti di reddito e merito.
Ad esempio, studenti stranieri regolarmente soggiornanti possono concorrere all’assegnazione delle borse di studio statali e regionali come qualsiasi altro studente italiano, incluse le agevolazioni legate all’ISEE e agli alloggi universitari.
6. Ostacoli e dibattiti in corso (2026)
Nonostante le norme esistenti, permangono alcune difficoltà pratiche, come la valutazione dei titoli di studio esteri, la conoscenza della lingua italiana e l’accesso effettivo alle borse di studio in alcune realtà universitarie. Alcune discussioni sul tema dello Ius Scholae e sulla cittadinanza per chi è cresciuto nel sistema scolastico italiano proseguono da anni, anche se non ancora completate in legge, pur rappresentando un contesto in cui si inseriscono le politiche di inclusione scolastica nei prossimi anni.
In Italia nel 2026 il diritto allo studio per i lavoratori immigrati e le loro famiglie è garantito da un quadro normativo che:
- assicura parità di trattamento con i cittadini italiani nell’accesso all’istruzione superiore e alla formazione;
- garantisce l’istruzione obbligatoria dei figli indipendentemente dallo status di soggiorno;
- promuove misure di inclusione linguistica e culturale nelle scuole;
- consente l’accesso a borse di studio e servizi abitativi in condizioni di parità;
- mantiene aperti dibattiti su ulteriori riforme come lo Ius Scholae e la cittadinanza legata all’istruzione.
Fonti
- Articolo 39 del Testo Unico sull’immigrazione (d.lgs. n. 286/1998) – parità di trattamento per l’accesso all’istruzione superiore e formazione.
- Ministero dell’Università e della Ricerca – norme sull’ammissione e riconoscimento dei titoli di studio stranieri nei corsi italiani.
- ASGI / Accesso all’educazione – diritto di iscrizione dei minori stranieri all’istruzione obbligatoria.
- Integrazionemigranti.gov.it – istruzione per adulti stranieri e interventi per il diritto allo studio.
- Ministero dell’Istruzione e normativa di integrazione linguistica studenti stranieri (docenti L2).
- Europa – iniziative di inclusione e progetti di integrazione scolastica 2025–2026.