Permesso di soggiorno in attesa di rinnovo: si può continuare a lavorare?

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Il permesso di soggiorno è un documento fondamentale per i cittadini stranieri che vivono e lavorano regolarmente in Italia. Quando si avvicina la scadenza, però, i tempi necessari per completare la procedura di rinnovo possono creare dubbi e preoccupazioni, soprattutto per chi ha un contratto di lavoro in corso o deve iniziare una nuova attività. La domanda più frequente riguarda proprio la possibilità di continuare a lavorare mentre si attende il rilascio del nuovo documento.

La risposta è sì: in presenza dei requisiti previsti dalla legge, il cittadino straniero può continuare a svolgere attività lavorativa durante l’attesa del rinnovo del permesso di soggiorno. La disciplina è contenuta nell’articolo 5, comma 9-bis, del Testo unico sull’immigrazione, modificato dal decreto-legge n. 146/2025, convertito dalla legge n. 179/2025. La norma tutela la regolarità del soggiorno e la possibilità di lavorare durante il tempo necessario all’Amministrazione per completare la procedura, evitando che i ritardi burocratici provochino automaticamente un’interruzione dell’attività lavorativa.

Un elemento essenziale è la ricevuta che attesta la presentazione della domanda di rinnovo. Questo documento dimostra che la richiesta è stata regolarmente inoltrata e costituisce un riferimento importante sia per il lavoratore sia per il datore di lavoro. È quindi fondamentale conservarla e tenerla a disposizione insieme al permesso scaduto e alla documentazione relativa alla domanda. In generale, per il rinnovo è necessario presentare la richiesta prima della scadenza del titolo oppure, nei casi previsti dalla normativa, entro sessanta giorni dalla scadenza, salvo eventuali situazioni di forza maggiore.

La possibilità di continuare a lavorare non riguarda soltanto chi è già occupato. Nel rispetto degli adempimenti previsti, anche una persona in attesa del rinnovo può essere assunta da un nuovo datore di lavoro. In caso di lavoro subordinato, il datore deve effettuare la comunicazione obbligatoria di assunzione attraverso il modello UNILAV entro i termini stabiliti, indicando correttamente la situazione del titolo di soggiorno. Per il lavoro domestico, come quello svolto da colf e badanti, devono essere rispettate le procedure di comunicazione previste dall’INPS.

Un dubbio frequente riguarda la scadenza riportata sulla ricevuta della richiesta. In alcuni casi, infatti, la procedura può protrarsi oltre il termine indicato nel documento, senza che il nuovo permesso sia ancora disponibile. Le indicazioni istituzionali chiariscono che il rapporto di lavoro può proseguire anche oltre la scadenza della ricevuta collegata alla procedura postale, quando ricorrono le condizioni previste. Il lavoratore deve comunque rimanere reperibile per le convocazioni della Questura e presentare il nuovo titolo una volta rilasciato. È pertanto importante non confondere la scadenza indicata sulla ricevuta con un’automatica perdita del diritto a lavorare.

Occorre tuttavia prestare attenzione a un aspetto decisivo: la possibilità di lavorare durante l’attesa non equivale a un’autorizzazione illimitata e incondizionata. Se l’autorità competente comunica l’esistenza di motivi ostativi al rilascio o al rinnovo del permesso, il diritto a svolgere attività lavorativa in base a questa disciplina viene meno. Per questo è importante controllare le comunicazioni ricevute e seguire l’evoluzione della pratica, rivolgendosi agli uffici competenti in caso di dubbi.

Per i lavoratori stranieri, conoscere queste regole significa poter affrontare con maggiore tranquillità il periodo di attesa e sapere quali documenti presentare al datore di lavoro. Per le imprese, invece, è importante verificare la documentazione disponibile e rispettare gli obblighi di assunzione, evitando sia interruzioni ingiustificate del rapporto sia situazioni di irregolarità.

In caso di difficoltà con la procedura, di ritardi prolungati o di dubbi sulla validità della documentazione, è consigliabile rivolgersi a un patronato, a un’associazione di tutela o a un professionista qualificato. Un’assistenza adeguata può aiutare a verificare la posizione individuale, comprendere gli adempimenti richiesti e tutelare la continuità lavorativa nel rispetto della normativa vigente.

Fonti normative e istituzionali

  • Decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, articolo 5, comma 9-bis, Testo unico sull’immigrazione.
  • Decreto-legge n. 146/2025, convertito dalla legge n. 179/2025.
  • Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, portale Integrazione Migranti, indicazioni sul lavoro durante l’attesa del rilascio, rinnovo o conversione del permesso di soggiorno.
  • Polizia di Stato, informazioni istituzionali sulle procedure di rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno.
  • INPS, istruzioni per l’assunzione e la gestione del rapporto di lavoro domestico.

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